Una conversazione viva - pagine 28-40

Testo del programma “Coscienza e Personalità: “Da “Ineluttabilmente morto a eternamente vivo”. Supervisione di Anastasia Novykh. (Nota, le riduzioni nel testo: la presentatrice Tat’jana - T, Igor Mikhajlovich Danilov - IM; Gianna - G; Volodja - V; Andrej - A).


Una conversazione viva
" DA INEVITABILMENTE MORTALE A ETERNAMENTE VIVO. LA COSCIENZA E LA PERSONALITA’ "

01:35:58 - 02:18:42

T: Igor Mikhailovich, lei ha parlato specificamente della manifestazione della Madre di Dio, degli angeli, ecc. La gente si chiede che differenza c’è fra una visione spirituale e una finzione della loro immaginazione. Che cos’è la visione spirituale?

IM: Una visione spirituale è una visione della realtà. Ma ora, per cercare di dare questa spiegazione potrei facilmente confondere la gente, perché la coscienza (l’immaginazione, cioè un’allucinazione della coscienza) attrae sempre secondo le forme abituali, ovvero secondo ciò che vediamo, ovvero secondo quello che possiamo immaginare da soli. Guardate dentro la coscienza; vi mostrerà molte cose.  Com’è possibile vedere (n.d.t con gli occhi fisici) una manifestazione dello Spirito Santo, di un angelo o di qualcun’altro? Soltanto attraverso la vista interiore che però non ve lo mostrerà con un’immagine tridimensionale.  

T: Sì,… solo attraverso la visione interiore… E’ interessante il fatto che le persone che praticano e seguono effettivamente un percorso spirituale si capiscono fra di loro, anche se appartengono a religioni diverse, perché la Verità è unica per tutti. Ci si rende conto di questo quando si leggono le lettere provenienti da vari Paesi di tutto il mondo e si comunica con persone cresciute in ambienti di culture diverse o di diverse tradizioni religiose. Per esempio che cosa si dice sia nel cristianesimo che nel sufismo sulla conoscenza dell’Amore di Dio?  Nei trattati dei Sufi, i praticanti descrivono che cosa significa conoscere Dio: significa vivere contemplando Dio tramite il cuore. A proposito, con “contemplazione” i Sufi intendono particolarmente la “visione spirituale” e sottolineano il fatto che alcune persone cadono in errore quando credono che la visione spirituale e la contemplazione siano una specie di immagini di Dio formate dalla loro coscienza che le presenta secondo la sua propria rappresentazione, memoria, o mentalità.

IM: Naturalmente si tratta solo di un programma dei modelli della coscienza.

T: E la vera contemplazione è già il risultato dell’impegno nella stimolazione sincera dell’Amore, l’Amore che vi innalza, come Personalità, a livelli molto elevati, dove la vita interiore diventa un’unica aspirazione verso l’Amato, verso Dio, verso il mondo Spirituale e solo verso di Lui e lì si comprende interiormente che nulla esiste al di fuori di Lui.

Zh: Sì, perché già vi rendete conto che il lavoro su sé stessi si manifesta prima di tutto attraverso la sincerità e l’onestà.  E tutto questo avviene con l’autocontrollo cio  comprendendo che nessun altro al di fuori di voi stessi ne ha bisogno. A questo punto il bisogno interiore di vivere secondo Dio, secondo il mondo spirituale è già nato e voi già avete sete di questo contatto interiore, di immergervi in questa gioia d’Amore sconfinata, questa vita vissuta con il più profondo sentire, perché tutto quello che vi dà è genuino. Vi dà la Vita e vi vivifica con  l’Amore e voi sentite che vi sta ricolmando d’Amore, sentite la gioia di quel mondo, che non può essere temporanea, sentite  come trabocca, quanto è abbondante e come si manifesta nella sua infinità attraverso l’Amore e la gratitudine. Capite che è così semplice! Ed esperimentate una tale gratitudine, vi ritrovate in un tale stato di grazia… che le parole non riescono ad esprimere.  Vi state unendo con la Fonte dell’Amore di Dio e state diventandone parte e desiderate ardentemente irraggiare questo Amore incessantemente e rimanere in esso. Perché in tali momenti vi rendete conto che… lo Spirito è libertà.  

IM: Sì, per raggiungere il Mondo Spirituale dovreste stare dalla parte del mondo Spirituale e diventare voi stessi Spirito, e allora potrete raggiungerlo. Cioè lo Spirito potrà fondersi con lo Spirito e la materia con la materia. Il fuoco deve fondersi col fuoco e non potete mischiarlo con l’acqua.

T: Igor Mikhailovich, ci scrive una persona che pratica il Sufismo e dice che nei trattati del Sufismo si afferma che, quando qualcuno pratica il “mujajat” cioè la jihad interiore contro le sue passioni più basse allora a lui si rivela “Mushahadah”, cioè la sua beatifica contemplazione di Amore sconfinato, questa infinita meraviglia, attraverso la grandezza e l’energia divina. La domanda che ci pone è questa: “Quando questa visione spirituale si rivela a una persona,  si cancellano le distinzioni fra il mondo materiale e il mondo spirituale?

IM: In realtà quando “Mushahadah” si rivela a una persona, in nessun caso si cancellano quelle distinzioni. Accade semplicemente che si acquista una nuova percezione, diversa dalla percezione a cui una persona, in quanto Personalità, è abituata (la percezione che la sua coscienza le sta imponendo). Si acquisisce qualcosa di nuovo che non si può paragonare a nulla che appartenga a questo mondo,  e che è difficile perfino descrivere. Per esempio, come si può descrivere l’Amore di Dio? Stiamo cercando di farlo per mezzo di parole terrene, ne parliamo tanto, ma si tratta sempre di una distorsione, si cerca sempre di portare qui giù, sulla terra, quella felicità.  Qui giù parliamo di felicità, ma che cosa intende la gente con la parola felicità? Un fenomeno temporaneo, immediato e che finisce velocemente mentre “là” è  qualcosa di infinito. Diciamo felicità infinita e paragoniamo un oceano infinito con una goccia d’acqua sul palmo di una mano, ma è proprio questa goccia che stiamo definendo “felicità senza limiti” in questo mondo. Di fatto invece è un oceano, è sconfinato, non ha inizio né fine ed è difficile da spiegare.    

...Le distinzioni non si cancellano, al contrario diventano più evidenti. A che cosa voglio arrivare? Trasferire la conoscenza o l’esperienza in questo modo è attraente solo dal punto di vista filosofico. Sembra una buona idea, la gente parla e scrive di questo. Poiché la coscienza desidera che si cancellino le distinzioni, è piacevole per la coscienza che quelle “distinzioni siano cancellate” e che questo mondo sia collegato con l’altro e l’altro sia parte di questo, come yin e yang. 

Bene, è chiaro che lo Spirito è presente in questo mondo e tutto quello che è vivo, è vivo grazie allo Spirito e, se si elimina lo Spirito, tutto sparisce. Questo significa che una parte del Mondo Spirituale è presente qui, in questo mondo,  ma è presente come movimento, non di più.  E poi tutto accade come accade, ma per volere del Principe che governa questo mondo. Questo potere gli viene dato non perché egli si è rivoltato o  perché è potente o uguale a Dio e ha conquistato il suo mondo – assolutamente no. Abbiamo già parlato di questo molte volte e non ci ripeteremo. Tutta la questione qui sta nel capire che è vantaggioso per la coscienza che la gente lo percepisca in questo modo, nutre il suo orgoglio. Ma la verità è che tutto cambia drasticamente e le immagini spariscono, e c’è solo comprensione del vuoto di questo mondo.

Per questo abbiamo parlato di ciò molte volte e, lo ripeto ancora una volta, la Personalità non percepisce questo mondo tridimensionale. La Personalità incomincia a percepirlo a partire da dimensioni molto più elevate, ma da dimensioni molto più elevate, per parlare anche con il linguaggio della fisica, questo mondo diventa nulla. E’ ridicolo, è veramente ridicolo. Se ci fosse uno specchio che riflettesse per la coscienza il modo in cui la Personalità vede e percepisce questo mondo, penso che sarebbe lo spettacolo più straordinario che ci sia mai stato in questo mondo. Perché? Perché qualcosa che noi consideriamo “vita” si  rivela  come “vuoto”  che si muove soltanto cambiando le illusioni.

Per questa ragione tali interpretazioni conducono  in parte la gente fuori strada e purtroppo aumentano l’influenza della coscienza sulla Personalità così che diventa ancora più difficile che la gente, immersa in alcuni pensieri collegati con tali interpretazioni, possa liberarsi, perché la Personalità riceve dalla coscienza l’informazione che “si dovrebbe cancellare ogni distinzione e tutto dovrebbe diventare un’unità unica”, e così la Personalità cerca il “cammino” là dove tutto è un’unica unità… Ma le differenze ci sono: chi è vivo non può essere morto e sicuramente chi è morto non può essere vivo.

Zh: Sì  veramente quest’informazione è molto utile per chi pratica.  Accade spesso e anch’io l’ho riscontrato all’inizio del mio percorso, che quando una persona sta incominciando a praticare, la prima cosa che deve affrontare è la paura che proviene dalla coscienza, ovvero la paura di andare oltre i limiti del conosciuto. Quando per esempio una persona per la prima volta nella sua vita riesce a fare bene una pratica ed entra in contatto… questa prima esperienza di contatto con lo spirituale… questo primo contatto con lo “sconosciuto” provoca un attacco da parte della coscienza. Cioè la coscienza gli impone uno stato di paura. Prima di tutto, paura che possa perdere la propria identità. Ma la propria identità è reale? Questo bisogna chiedersi. Perché sostanzialmente soltanto la coscienza può perdere il suo “io”.

T: La coscienza ha paura delle novità, specialmente quando arriva al momento di cui hai parlato, il momento del contatto con lo spirituale, con ciò che si trova aldilà, perché non lo conosce e la strada per arrivarci è chiusa e la coscienza non capisce, non sa. Come ha detto Igor Mikhailovich, in quel momento accade semplicemente “che la Personalità esca fuori  dai limiti entro i quali funziona la coscienza”.

Zh: Bene, sì e se la persona non fosse tratta in inganno dalla prima paura, allora ne emerge un’altra e cioè che “non riuscirai mai a farlo di nuovo”.

T: Sì ma prima ti dice: “Ricorda queste sensazioni che hai adesso o che hai avuto in passato e accertati di ripeterle la prossima volta”.

Zh: Bene, certo! Perché sa che la prossima volta non funzionerà esattamente nello stesso modo. Perché? Perché la prossima volta quando incominci a fare una pratica spirituale invece di farla semplicemente, affaticherai la tua coscienza ricordando come ti eri sentito la volta precedente. 

T: Oltretutto la coscienza abbellirà questo tuo “eroico passato” e la tua attenzione  rimarrà agganciata…. Così, invece della pratica, diventa una specie di film di Superman che proviene dalla coscienza e di cui il tuo orgoglio è il regista. Bene. In generale che cosa ti può mostrare ora la coscienza? Ti mostra le solite illusioni, immagini, tutti fantasmi perchè solo di questo è capace.

IM: Hai osservato correttamente che la coscienza crea un’illusione e cerca di legare la Personalità a quella stessa illusione. Ma, nota, non alla pratica, non all’esperienza precedente, all’illusione creata dalla coscienza sullo sfondo dell’esperienza precedente. Questo vuol dire che una persona che fa una pratica spirituale (che sia una preghiera o una meditazione o altro poco importa) riceve l’esperienza del sentire, una vera esperienza l’esperienza di percepire il Mondo Spirituale. Qualcosa si manifesta in lei che non si può descrivere a parole e qui la coscienza Primaria, poiché ha un collegamento abbastanza forte con la Personalità, riceve come un’eco, dei bagliori. La coscienza Primaria non riceve l’informazione che ha percepito la Personalità, ma ne riceve soltanto un’eco. Non la fiamma di un fuoco ma, diciamo, lontane scintille di luce e un leggero calore e, su questa base, crea la sua illusione. Quando la persona finisce la sua pratica spirituale o la preghiera, dopo un po’ di tempo, la obbliga ad analizzare: “Che cosa hai percepito? Che cosa hai sentito?” E le impone già qualcosa di suo… secondo l’interpretazione del sistema. Questa non è assolutamente l’esperienza giusta…La Personalità riceve una vera esperienza e la coscienza crea un’illusione basata su quell’esperienza e in futuro comincia già a dire alla Personalità: “devi sentire questo e quest’altro”, ovvero la porta nel mondo materiale e le fa percepire le manifestazioni fisiche che ha percepito durante la pratica.

Ma di nuovo: che cosa è successo durante la pratica? Quando la Personalità, mentre acquisiva un’esperienza spirituale, è entrata in contatto con qualcosa che la coscienza non conosce, è naturale che si siano prodotti anche altri processi, forti manifestazioni di altri tipi di energia. Questa è semplicemente fisica.  Anche nel corpo fisico ci sono degli echi di queste manifestazioni e la coscienza – lo sottolineo nuovamente – la coscienza Primaria li percepisce. In seguito istruisce la Personalità e le dice: “ Non ci riuscirai.  Hai ricevuto quelle manifestazioni per caso ma ora  per entrarci e radicarti in esse devi prima di tutto generare dentro di te le stesse sensazioni nel corpo fisico. Devi entrare in un alterato stato di coscienza… “ Ed inizia a raccontarvi ciò che ha percepito, ma si tratta sempre di una sostituzione. E la persona, cercando di fare qualcosa, lo fa con l’aiuto della coscienza, ma non funziona.

In seguito la coscienza incomincia a dirle: “ Era una vera esperienza o piuttosto un’illusione, una specie di autosuggestione, auto-ipnosi? Forse era un’allucinazione, forse le cose si sono combinate in modo che tu hai avuto quella percezione, ma di fatto, come vedi, non esiste. E che cosa dicono gli altri di questo? Cadono nella delusione, nell’illusione. E’ una specie di fanatismo che li porta in una sorta di disordine mentale così che vedono qualcosa che non esiste. Se anche tu fai questa pratica in questo modo anche tu avrai dei problemi. Perciò è meglio non farla. Perché? Ci hai provato e non ci sei riuscito, quindi non esiste!” Così spesso  la coscienza molto pesantemente  allontana le persone dal vero percorso e lo sostituisce con qualcosa di elementare, diciamo una specie di rappresentazione teatrale nella tridimensionalità, obbligando la persona a fare qualcosa fisicamente, a fare certi tipi di pratica, a sedere nel modo giusto, a stare in piedi nel modo giusto. Ma che differenza fa se il vostro corpo è in una posizione o in un’altra? Che differenza fa quello che fate nel mondo tridimensionale?  Se suonate un tamburo, mettete in equilibrio delle pietre o eseguite qualche altro rituale… Si tratta sempre solo di un rituale, ed è questo che il sistema vi impone.

Dio è vicino. E’ veramente più vicino a voi più della vostra arteria carotidea. E’ vicinissimo ed è molto facile andare da Lui. Ma sul cammino che porta a Lui ci sono ostacoli più grandi delle montagne. La coscienza si frappone e la Coscienza è parte del sistema. Cioè  la morte (n.d.t.: ciò che è mortale) si frappone nel cammino verso la Vita (n.d.t. ciò che è vivo). E questo lo dovete ricordare e non dovete mai focalizzarvi per nessuna ragione su ciò che la coscienza vi dice.  E’ necessario un impulso spirituale, un’esperienza spirituale. Dobbiamo imparare… semplicemente a Vivere. E la Vita è bella a prescindere da ciò che la coscienza dice  per persuadervi che “non ci riuscirete mai e che non potete fare nulla“. Non vi riguarda. Parla di sé. La coscienza veramente non può farlo. Veramente non sa nulla del mondo spirituale.  Conosce solo l’eco di ciò che la gente, che ha capito qualcosa, comunicae su questo crea le sue immagini illusorie. Perciò la cosa principale è continuare e non smettere.  Non ascoltare le guide che non vi conducono nel posto giusto… intendo la coscienza. Perché la vostra coscienza non è vostra, è parte del sistema e questo non si deve dimenticare. Solo così tutto andrà liscio e tutto funzionerà.

Zh: Sì e quando si vive secondo il sentire, allora si Vive. E c’è una grande differenza perché è come se steste respirando aria.  E sapete come è dentro… com’è… respirare… tutto qui. La Coscienza non dà la libertà alla Personalità. Abbiamo solo bisogno di sapere  che, se ha funzionato una volta, allora funzionerà anche  la seconda volta. Non si deve sognare, non si deve incolpare nessuno intorno a voi se non ci riuscite subito perché questo è solo un inganno, è un messaggio della coscienza che cerca un nemico esternamente. Si ha semplicemente bisogno di capire che la coscienza può mettere tali ostacoli perché non le conviene che voi vi liberiate spiritualmente. Quando vi rendete conto che si tratta solo del lavoro della coscienza, che  questo è il modo in cui lavora, non la combattete più ma  semplicemente vi aprite di più  nella libertà.  Questo vuol dire che avete capito che tutto  diventa molto facile, che non avete nessun attaccamento né al passato né al futuro. Capite che nella pratica spirituale  si è solo in un continuo “adesso” perché è la vera Vita e la vera Vita, in ogni momento, è unica.

T: Assolutamente giusto.

Zh: E allora vivete soltanto secondo la vostra “interiorità” siete ricolmi interiormente. Vedete questa differenza non quando guardate una persona con gli occhi terreni, ma quando la guardate con uno sguardo spirituale. Diventa molto facile distinguere la Verità dalle bugie, perché   qualunque cosa vi possano dire, voi già percepite ciò che sta effettivamente accadendo… Una persona diventa per voi come un libro aperto: tutti i suoi pensieri provenienti dalla coscienza, diventano visibili e voi vedete la persona nella sua essenza spirituale perché percepite con il sentire e il sentire non si può ingannare. Percepite se qualcuno è vuoto interiormente e sentite che dietro di lui non c’è nessuna esperienza spirituale che la sua coscienza possa diffondere.

Percepite anche coloro che, come voi, fanno una pratica continua, coloro che vivono secondo il mondo Spirituale, che sono ricolmi di questo amatissimo Amore di Dio. Vedete la loro essenza spirituale perché la percepite interiormente e comprendete che c’è qualcosa di più dietro, qualcosa che vi unisce. E questa esperienza non è come le altre che potete avere nella vita di tutti i giorni quando nutrite la coscienza con la vostra attenzione, perché nel mondo tridimensionale voi nutrite le immagini… nutrite la vostra coscienza, ma quando avete iniziato a vivere secondo il mondo spirituale, allora la vostra attenzione…  si è indirizzata, attraverso il più profondo sentire, verso Dio e focalizzate la vostra attenzione sul percorso verso casa, verso la Fonte. In breve, vivete secondo lo Spirito. Ognuno sceglie come vivere, ognuno sceglie da solo.

IM: Le tue osservazioni sono del tutto corrette. La visione spirituale è molto diversa da quella terrena. La visione spirituale permette di comprendere la Verità e vedi le cose come realmente sono. Una visione terrena consiste solo di ciò che la coscienza ti vuole imporre o mostrare, a te in quanto Personalità. Questo significa che crea semplicemente un’altra illusione, un’illusione a cui devi credere,  che ti distrae dal tuo vero destino, da ciò per cui sei qui. E questa è una notevole differenza! Anche per quanto riguarda le bugie… Mentire è un elemento del sistema. Nel mondo spirituale non ci sono inganni e non ci possono essere. Nel mondo Spirituale c’è solo la Verità. Per questa ragione la visione spirituale – e lo sottolineo nuovamente – mostra sempre le cose come sono. Un punto importante: la gente si sforza per ottenere i poteri occulti, perché in realtà la Personalità cerca lo sviluppo spirituale…

T: Così una persona sente questo bisogno di sviluppo spirituale, lo sviluppo di qualcosa che va oltre i confini… e la coscienza semplicemente sostituisce questo bisogno con il desiderio di poteri occulti?

IM: Sì. Qui c’è un’osservazione da fare e cioè che una Persona cerca di imparare la Verità. La Personalità lotta per la libertà, la vera libertà. La Personalità non ha e non può avere nemici, intendo nel Mondo Spirituale. Per quanto riguarda la comprensione del mondo spirituale, la Personalità è completamente libera. Cerca la sua libertà, lotta per questo e la coscienza, come abbiamo ripetuto molte volte, fa di tutto per impedire alla Personalità di svilupparsi come essere spirituale, per conservare il suo potere - potere illusorio – sulla Personalità.

Tutto questo è corretto… sono parole giustissime. Desidero osservare che per fortuna molti hanno iniziato a capirlo e veramente oggi si può parlare con diverse persone anche senza parole. Io dico che andando avanti, di anno in anno, ci saranno sempre più persone di questo tipo. E questo è bello… è veramente bello.

Il punto è che la lingua di chi fa le pratiche o di chi segue il sentiero spirituale e lotta veramente per arrivare a Dio, indipendentemente dalla religione che professa, dalla denominazione che lo caratterizza o da qualunque altra cosa – è unica e le persone si capiscono l’un l’altra. Dio è veramente uno. Il mondo spirituale è uno e la gente non ha assolutamente nulla che li divida. E’ la Coscienza che separa e crea inimicizia, impone un’illusione solo a causa del potere, perché desidera avere il controllo della Personalità. Ma quando le persone si rendono conto di quello che realmente è il Mondo spirituale, diventano come una famiglia, indipendentemente dalla loro nazionalità o credo religioso, se sono atei o qualunque altra cosa fossero prima di essere in grado di percepire che il mondo Spirituale esiste. Non appena una persona ha questa percezione si rende conto e lo comprende, diventa parte della famiglia spirituale, una vera famiglia, reale, inseparabile famiglia, in cui la vita è Eterna, non ha termine e che, naturalmente, non si trova nel mondo tridimensionale, non si trova nel mondo terreno.

Tutto ciò che è terreno ha fine, qualunque cosa ci sia qui, è tutto temporaneo.  Perfino le stesse illusioni che la coscienza impone, sono temporanee. A causa di ciò nascono quelle situazioni in cui persone che hanno servito una religione per tutta la vita con fede e verità, fino all’ultimo giorno hanno dei dubbi: “Dio esiste?” Perché? Perché  hanno servito… la coscienza. E qui c’è da chiedersi chi stavano servendo con la loro coscienza. Sicuramente non Dio, sicuramente non il Mondo Spirituale. Stavano servendo unicamente il Sistema;  per essere graditi a qualche organizzazione, soddisfare i loro desideri o qualcos’altro, ma  più spesso per soddisfare i desideri di altre persone, imposti loro dalla coscienza di qualcun altro, nemmeno dalla loro. E quando le persone imparano a praticare, in realtà quando acquisiscono la Conoscenza non hanno più bisogno di parole. Comprendono e sanno. Sanno chi sono, sanno dove stanno andando e perché. Questa è la cosa principale. E’ per questo che le persone vengono qui e nascono… per nascere alla Vita.


Zh: Sì...

T: Igor Mikhailovich, sono stata molto colpita da ciò che lei ha  appena detto, specialmente da ciò che ha detto riguardo la famiglia unita spiritualmente. Ma la coscienza banalmente confonde tutto e ci presenta delle idee terrene riguardo la nostra famiglia, frammentando e dividendo sempre tutto… ci mostra alcune persone particolari, delle immagini.. Ci mostra, per così dire, i nostri parenti di sangue. Inoltre la prima cosa che viene in mente sono proprio le relazioni emotive con queste persone, o per essere più precisi le relazioni con la loro coscienza. La cosa più interessante è che prima, essendo più coinvolti nelle relazioni familiari con queste persone, non abbiamo mai, nemmeno lontanamente, pensato che loro fossero in realtà … che in queste persone, come in noi, c’è una parte di Spirito Santo, che sono una Personalità, una Personalità non nel senso materiale della parola. E perché non ci abbiamo pensato prima? Semplicemente perché pensavamo ma non “sentivamo”, perché noi stessi vivevamo secondo la coscienza e per la coscienza tutto si basa sempre sul proprio egoismo ma se si guardano le relazioni con la propria famiglia con onestà, che cosa succede in quei momenti in cui si vive come ci impone la coscienza? La coscienza sminuisce sempre il significato degli altri rispetto a noi perché per la coscienza si tratta di pensieri segreti e la coscienza ha paura di dichiararli. Ha paura della purezza delle relazioni, dell’onestà, della semplicità. Perché brama il potere, si concentra su sè stessa, su quali cose cattive sono state dette su di noi e da chi, o al contrario chi ci elogia. E fra tutte queste cose la vita passa, o per essere più esatti, la vita della nostra coscienza accade. Ma quando ci si rende conto che in realtà siamo una Personalità allora anche nell’altro  si vede prima di tutto il suo potenziale spirituale, si vede la Personalità spirituale e – cosa più importante – lo si “sente” indipendentemente da ciò che la coscienza ci racconta.

IM: Giustissimo.  In che modo la nostra coscienza percepisce che cos’è la famiglia e che cosa sono i parenti e i nostri cari? Sono nostra madre, nostro padre, i nostri  figli, nonni, fratelli, sorelle… insomma tutta la famiglia. In realtà quando le persone conquista un’esperienza spirituale comprende che sono tutti uno a prescindere dal colore della pelle, o del luogo dove vivono. Sono uno,  un’unità, sono l’umanità. Ognuno ha un’anima e  non è giusto fare del male a qualcuno perché è come fare del male alle persone che ci sono più care. Non è giusto odiare qualcuno. Anche se è cattivo e vi ha fatto qualcosa di male, bisogna comprendere che è la sua coscienza che lo ha fatto. Non sto dicendo che quando  qualcuno vi colpisce sulla guancia sinistra dovete porgergli la destra! Quando il sistema è davanti a voi  dovete far sì che comprenda;  non può comprendere diversamente. Ma, desidero sottolineare che la Personalità, come Essere Spirituale in potenza, è la stessa per tutti, appartiene maggiormente al mondo spirituale e solo quando si arrende perde il suo Armageddon personale e diventa parte del sistema, e allora  semplicemente muore… Si, lentamente… La subpersonalità è un problema, anche le sofferenze che ci sono dopo la morte sono terribili, ma il problema non è questo… In ogni caso è temporanea,  finisce di esistere in entrambi i casi.  

Ma quando una persona è viva ha un’opportunità: ha la possibilità di entrare nel mondo Infinito, nel mondo spirituale e diventare parte di una famiglia immensa. E qui è importante capire che qualunque male, proveniente dalla coscienza e moltiplicato da una persona, in realtà si frappone tra la Personalità e il mondo spirituale e vi fa allontanare ancora di più dai vostri cari.  E, come ho già detto, i vostri cari sono tutti. In particolare le persone che arrivano a percepire il Mondo spirituale in pratica sentono e comprendono questo. Comprendono tutto ciò.

Naturalmente in questo c’è anche un lato negativo – per usare il linguaggio terreno -. Perché? Perché, come abbiamo già detto, potete percepire una bugia proveniente dalla coscienza. Quando qualcuno viene con un secondo fine, e ciò che vi dice proviene dal diavolo, allora naturalmente è spiacevole. Vi dispiace per la sua Personalità, vi dispiace perché sta lasciandosi sfuggire la possibilità di ottenere una conoscenza spirituale, ma allo stesso tempo, se permette alla sua coscienza di controllarlo, in quanto Personalità e attraverso di lui viene compiuto del male, è poco piacevole. Ma in tal caso una persona conosce la Verità. Sa con chi sta parlando: se sta comunicando con lo Spirito oppure con il diavolo. Anche questo è importante.

Zh: Sì e questo è uno degli effetti collaterali dello sviluppo spirituale, quando percepite una persona anche prima che inizi a parlare, quando percepite a nome di chi parlerà e che cosa vuole in realtà. E si conosce in anticipo lo scopo della sua visita. Perché queste non sono capacità psichiche per cui si colgono frammenti di pensieri. No, qui tutto è molto più grave perché si ha una comprensione globale completa. Una percezione completa. Si comprende la relazione fra causa ed effetto, perché si vede più approfonditamente, e si capisce a nome di chi una persona sta parlando se a nome dello Spirito o del sistema. E si sa già che cosa il sistema vuole… si sa, semplicemente si sa…

 

TITOLI DEL VIDEO

Chi è Vivo non può essere morto,
e sicuramente chi è morto non può essere Vivo.

 

IM: Se affrontiamo la verità, la coscienza manipola le persone e le aiuta a comunicare: infatti ci percepiamo a vicenda suo tramite, cioè con il suo aiuto. Ma,  nascondendosi dietro questa intermediazione, attraverso tali capacità diplomatiche fra la Personalità e il mondo tridimensionale, manipola le persone. La Personalità non è propriamente materiale. Se la coscienza è materiale, allora una Personalità non è materiale. Per comprendere questo processo spiegherò come avviene.  La Coscienza è un intermediario e ha un collegamento diretto con la Personalità. Per questo  percepiamo, vediamo, sentiamo, e così via. In questo processo la Personalità riceve queste informazioni, che riguardano il mondo tridimensionale e che le giungono dalla coscienza, per cui vediamo questo mondo nel modo in cui siamo abituati a vederlo. Ma quando una persona attiva le sue capacità di visione interiore, allora la tridimensionalità appare in modo totalmente diverso e la percezione di un’immagine a due gambe, o qualunque altra cosa, non corrisponde affatto alla realtà.

T: Cioè il valore della materia va perduto?

IM: Sì. Una persona ha espresso bene questa manifestazione. Gli è stato chiesto: “Come vede un’altra persona?” ed egli ha risposto: “Avete visto la rotazione di un elettrone, una nuvola di elettroni? Bene, qualcosa di simile… solo con più sporcizia.”

T: Spesso viene posta anche questa domanda: “Che significa un’altra visione di una persona?” Quando una persona non ha visto altro che la tridimensionalità, non ha questa esperienza pratica di percepire attraverso il sentire, e quindi la sua coscienza che cosa gli mostrerà di un’altra persona? Solo il corpo, cioè - per usare il linguaggio della fisica - un oggetto tridimensionale, perché così è sintonizzata la percezione della sua coscienza.

IM: Sì, è così. Una persona vede la tridimensionalità in un’altra persona: vede semplicemente mani, gambe e tutto il resto, ma se guardiamo alla tridimensionalità dalla prospettiva della percezione attraverso il sentire, dalla prospettiva della percezione spirituale, allora che cosa vediamo, quando guardiamo un’altra persona? Vediamo un oggetto – un puntino indistinto simile a… bene è simile alla rotazione di un elettrone intorno a un atomo. Solo una confusa nuvoletta e tutte le sue componenti sono visibili, ma non vediamo un oggetto tridimensionale quando percepiamo attraverso il sentire. E qui, naturalmente ci è di aiuto la coscienza. Cioè, attraverso la coscienza vediamo un oggetto e ne consegue che, quando una persona è già spiritualmente abbastanza sviluppata è libera e percepisce una cosa ma ne vede un’altra. Comprende perfettamente che vede un oggetto con gli occhi terreni, ma vede anche lo stesso oggetto con gli occhi spirituali. Vede se una persona è impregnata di spiritualità o no, se è vuota dentro o piena. In quale condizione è la sua Personalità: se si trova in stato di schiavitù oppure se ha già conquistato un certo grado di libertà. Perché molti partecipanti vi scrivono delle lettere (le abbiamo lette poco prima del programma) chiedendovi perché quelle persone che avevano considerato spirituali, adesso sentono che sono vuote interiormente. Questo è esattamente il punto: le persone che si stanno sviluppando incominciano a “percepire”, e percepire attraverso il sentire significa vedere attraverso il sentire, cioè sentono che una persona dice cose giuste ma è interiormente vuota. In questo modo però, la coscienza può anche giocare con le persone.  Una persona entra in una chiesa e invece di pregare Dio incomincia a giocare a biglie con Lui come se fosse in un parco giochi, incomincia ad avanzare delle pretese verso di Lui. Perché? Perché la persona stessa è vuota interiormente. La coscienza non le permette di comprendere o di percepire nulla di spirituale, ma lei vorrebbe… la coscienza le dice che non ha bisogno di percepire la manifestazione del Mondo spirituale a livello fisico.   Qualcosa dovrebbe veramente accadere proprio adesso e allora potrebbe credere. Ma quante volte nella storia dell’umanità la gente è passata attraverso questo,  quando veramente ci sono stati dei fenomeni di manifestazioni metafisiche? E    che dire della gente? La loro coscienza come percepiva queste cose? Cominciava a inventare, a spiegarle come azioni della natura: problemi metafisici, magici, e cominciava ad incolpare dicendo che in una persona c’era il demonio. Che cosa dirà per prima cosa la coscienza? Dirà che in quella persona c’è un diavolo e non lo Spirito di Dio. Perché? Perché è molto più semplice accusare e negare per non permettere alla Personalità di liberarsi. Se la Personalità vede degli esempi, comprende che anche lei può fare la stessa cosa, ma per la coscienza questo è catastrofico ed inquietante. E allora incomincia ad accusare dicendo “Andiamo, si tratta al contrario di demoni… di magia.”

Zh: Perchè non è vantaggioso per il sistema che una persona diventi spiritualmente libera.

IM: Certo! Perciò il Sistema incomincia a lavorare per quella persona

Zh: Sì, e il sistema invece di ricevere…

IM: …invece di ricevere, paga e questo è un fenomeno in cui nessuno vuole perdere. E’ una brutta faccenda per il sistema.

T: Desidero anche condividere un’esperienza personale perché capisco che questa domanda può nascere dalla coscienza nella gente che sta seguendo il sentiero spirituale. Bene, almeno questa domanda è sorta in me nei primi tempi. Quando ho incontrato per la prima volta questa Conoscenza ho percepito interiormente… qualcosa di veramente molto vicino e molto caro. E lì nell’interiorità più profonda c’era un infinito “Sì”, ma la coscienza gettava continuamente dubbi, e continuamente soppesava i pro e i contro. C’era una comprensione di ciò che avrei guadagnato sul cammino spirituale – era una comprensione interiore, una comprensione oltre i limiti della coscienza. Un unico senso di libertà… C’era una certa assoluta profondità,… ma la coscienza mi insinuava un pensiero: “E che cosa perderò sul cammino spirituale?” Naturalmente era un inganno perché in quel momento non riuscivo a rispondere a questa domanda. Bene, potrei dire che in quel momento nella coscienza nacque una paura… Ma naturalmente nel  mio interiore c’era molto più bene.

IM: Sul cammino spirituale una persona perde solo dolore e morte e invece guadagna. Per questo la paura di seguire il cammino spirituale può provenire soltanto dalla coscienza. Perché? Perché la Coscienza impone le sue catene alla Personalità e la Personalità, che si è incamminata sul sentiero spirituale, le perde. Molti temono che nel conoscere… nel conoscere veramente la spiritualità, una persona perda quelle capacità terrene che ha imparato. No, non le perde, Non si perde nulla. Nasce invece una nuova comprensione, una nuova percezione. Si comprende che cosa effettivamente è la coscienza ma questo non è a vantaggio della coscienza e per questo essa impone la sua opinione suggerendo alla persona che può perdere qualcosa. Non si perde nulla, si può solo guadagnare.  E si può guadagnare ciò che nel mondo tridimensionale non è possibile guadagnare, perché ciò che si guadagna è Eterno e se è eterno, significa che non lo si può perdere, mentre qualunque cosa possiate guadagnare qui, la perderete. E’ importante. Bisogna sapere queste cose prima di incamminarsi sul sentiero spirituale. Prima di fare il primo passo una persona ha bisogno di essere consapevole e di comprendere che non si deve confidare nella coscienza quando si è nel cammino spirituale. Perché, se si ascoltano i suoi suggerimenti, questo può portare a malattie, tragedie e qualunque altra cosa. Ma, perdonatemi, dov’è a spiritualità se confidate sulle stampelle rotte della vostra coscienza? Non dovreste confidare in nulla. Voi avete solo bisogno di Amare. E quando amate veramente, allora ricevete anche amore.  Perché mai qualcosa che non ha un corpo dovrebbe avere bisogno di un sostegno? Un sostegno è necessario al corpo materiale, ma ogni sostegno è temporaneo. E questo è importante. 

Zh: Sì perché vi rendete conto che un cammino pratico verso Dio è un cammino che consiste di sentimenti e azioni interiori. Questo è un momento molto importante: proprio di azioni. Questo vuol dire che non ve ne state seduto aspettando che qualcuno venga e vi dia qualcosa, ma agite, esprimete semplicemente il vostro sentire, amate, e permanete in questo sentire ogni giorno. Esprimete le vostre intenzioni con il sentire, le esprimete “qui e ora”.  E questa è la vostra vita personale, questa è la vita della Personalità. E’ molto diversa dalla vita personale, a cui è abituata la vostra coscienza, dopotutto vi stava facendo soffrire a causa dei vostri pensieri, vi faceva pensare al mondo esteriore… Perché in quei minuti di profonda gioia voi capite che il vostro Spirito non è schiavo, il vostro spirito è oltre l’intelletto. Capite che lo Spirito è libero, capite che la sua forza sta nell’Amore. Capite che l’espressione più profonda di voi, del vostro Amore sconfinato, che è il cammino pratico verso Dio, è veramente la cosa più importante.

 

 

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Da ineluttabilmente morto a eternamente Vivo.

 

IM: Quando le persone sono aperte l’una all’altra e in loro predomina la percezione attraverso il sentire, allora loro semplicemente integrano la tridimensionalità ed effettivamente si comprendono facilmente si capiscono l’un l’altro. Tuttavia non appena la coscienza sconvolta chiede: “E com’è possibile che ci capiamo? Non conosco nemmeno la sua lingua!”  A questo punto non si comprendono più… perché? Non perché la coscienza li ha distratti ma perché si è chiusa la percezione attraverso il sentire. Perché una persona va laddove investe l’energia della sua attenzione. E se la investite nella coscienza, nella materia, allora la percezione attraverso il sentire si chiude.

T: E’ diffusa l’opinione secondo la quale quando qualcuno incomincia a percepire di più allora il sistema incomincia a reagire con più forza contro di lui. Igor Mikhailovich, potrebbe per favore parlarci di questo?

IM: Questo succede perché il Sistema reagisce sempre e fa di tutto per – diciamo così – tagliare fuori una persona, separandola dal mondo Spirituale e perciò mette ostacoli sul suo cammino. Perché effettivamente quando accade qualcosa nella vita di una persona, allora lei incomincia a fare attenzione a ciò che sta accadendo e per abitudine si distrae. E il sistema, attraverso la coscienza, cerca di trattenerla lontana dal cammino spirituale  così che percepisca di meno le cose. Ma questo succede quando una persona inizia a percepire con il sentire. 

T: Igor Mikhailovich, e quando una persona diventa invisibile per il sistema?

IM: Quando vive secondo il Mondo Spirituale, allora il sistema semplicemente non la nota. Il sistema nota soltanto chi vive secondo il mondo materiale, quando ci si ritorna, come noi adesso, che siamo seduti qui,   parliamo, ecc. … ora noi siamo visibili. 

T: Dunque il primo passo sul cammino spirituale è conoscere sé stessi.

IM: Si, In realtà questo cammino di cui stiamo parlando è semplice, elementare e dà l’opportunità di realizzare completamente l’essenza, la profondità. Ma di nuovo, imparare come funziona la coscienza, per arrivare a capire che la vostra coscienza non è esattamente vostra, per quanto paradossale questo vi possa sembrare.., e la cosa più strana è che la coscienza non siete voi. Abbiamo già parlato di questo nel programma con voi, e adesso, grazie a Dio possiamo esprimerlo. Perché? Perché è stato già confermato da molti neurofisiologi e altri specialisti che stanno studiando o che almeno stanno osservando sé stessi ed hanno affrontato il fatto che risulta che la coscienza  mette bastoni fra le ruote invece di aiutare il processo della conoscenza…

T: Per quale ragione?

IM: Perché la coscienza di ognuno è parte del tutto. E come un micelio. Il sistema in realtà non esiste e ciò di cui parlano le religioni, di cui parla la Bibbia, … cioè che il diavolo esiste… Naturalmente esiste nessuno lo nega. Ma lo si può chiamare in vari modi. Lo si può chiamare mente universale, Assoluto oppure Campo Informativo o qualunque altro nome. Ma è più pratico chiamarlo Sistema.

 

 


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Sul cammino spirituale una persona non perde nulla: solo dolore e morte.

  
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